Il sentiero delle farfalle

Colorate, eleganti e leggere nel volo le farfalle hanno da sempre suscitato curiosità ed ammirazione, ma non tutti sanno che questi insetti sono degli ottimi impollinatori oltre che dei bioindicatori in grado di fornire preziose informazioni sulla qualità degli ecosistemi che le ospitano.

Osservare e fotografare le farfalle in natura è possibile grazie al butterflywatching una disciplina in forte crescita che consente di apprezzare la bellezza e la grande varietà delle farfalle diurne. Con il butterflywatching è possibile avvicinarsi a questo affascinante mondo in maniera rispettosa e responsabile aggiungendo valore a ogni escursione naturalistica. Simile per approccio al più celebre birdwatching, esso ormai conta seguaci in tutto il mondo e numerose associazioni che lo promuovono. L’incontro con le farfalle in natura è un’emozione; imparare a riconoscerle è una grande soddisfazione per tutti i naturalisti dilettanti e non.
Ecco cosa serve: una macchina fotografica, un binocolo con messa a fuoco ravvicinata ed un retino entomologico oltre al normale abbigliamento da trekking; le farfalle eventualmente catturate vengono prontamente liberate dopo l’identificazione.
Fondamentale è anche una buona guida per il riconoscimento delle specie che può essere utilizzata direttamente durante l’escursione o, rientrati a casa, quando si vogliono determinare con certezza le specie fotografate.
Le farfalle sono oggi minacciate dall’uso dei pesticidi, dalla riduzione degli habitat naturali, dai cambiamenti climatici e dal collezionismo; il butterflywatching, oltre a promuovere la conoscenza ed il rispetto per questi insetti, può fornire informazioni utili sulla presenza e la distribuzione delle specie osservate.

RICORDA: Il butterflywatching è davvero tale solo se non reca danno alle farfalle o ai loro ambienti!

L’Oltrepo Pavese è un’area ad elevato indice di biodiversità per le farfalle con elementi tipici sia dell’ambiente appenninico-mediterraneo, sia di quello padano. Recenti studi hanno censito in Oltrepo ben 122 specie di farfalle diurne (lepidotteri ropaloceri), più del 40% di quelle italiane ed il doppio delle specie che volano in Gran Bretagna, dove il butterflywatching è molto apprezzato e praticato. Accanto a specie comuni e diffuse non mancano rarità protette a livello nazionale ed europeo. La grande varietà di farfalle osservabili, unitamente alla bellezza degli ambienti che le ospitano, fanno dell’Oltrepo Pavese il luogo ideale dove esperti e principianti possono dedicarsi al butterflywatching.  Ecco alcuni suggerimenti:

Praterie del Monte Lesima – Il Monte Lesima (1724 m) è la vetta più alta dell’Oltrepo Pavese e si raggiunge percorrendo un sentiero che sale dolcemente in cresta attraverso ampie praterie, vero paradiso per i butterflywatcher. Questo lembo di Oltrepo, che include anche gli straordinari ambienti intorno a Corbesassi, è uno dei più ricchi di farfalle diurne con circa 90 specie ad oggi censite. Più in generale l’area del Monte Lesima, è un sito di estrema importanza sia faunistica, sia floristica ed ospita habitat e specie tutelati dalla normativa italiana ed europea.
Comune: Brallo di Pregola
Specie caratteristiche:  Lycaena alciphron, Thecla betulae, Maculinea rebeli, M. arion, Arethusana arethusa, Hipparchia semele, Erebia meolans,  Zygaena spp.

Praterie del Monte Alpe – La Riserva Naturale del Monte Alpe (900 – 1254 m) si trova in alta Valle Staffora; la maggior parte del suo territorio è coperta da boschi di origine naturale o frutto di rimboschimenti artificiali; particolarmente interessanti per il butterflywatching sono i prati ed i pascoli che caratterizzano pendii ed aree sommitali. Qui, alla straordinaria ricchezza floristica delle porzioni meglio conservate, si associa una altrettanto sorprendente varietà di farfalle. Basti pensare che, tra giugno e luglio, in un’unica escursione è possibile osservare più di 60 specie diverse! La fruizione dell’area è favorita da una rete di sentieri attrezzati con pannelli didattici.
Comune: Menconico
Specie caratteristiche: Carterocephalus palaemon, Lycaena virgaureae, Brenthis hecate, Limenitis populi, Erebia medusa

Rupi ofiolitiche di Pietra Corva e Pan Perduto – Localizzati nell’alto Oltrepo, a circa 1000 m, questi affioramenti rocciosi (ofioliti) si accompagnano a praterie aride poco estese caratterizzate da una flora tipica. Il particolare mosaico ambientale di boschi di latifoglie, piccole radure, arbusteti, prati sfalciati, sfasciumi rocciosi e pratelli aridi influenza positivamente la varietà della fauna dei lepidotteri che qui conta una settantina di specie. La visita può essere arricchita da una sosta al Giardino Botanico Alpino, ulteriore occasione per osservare e fotografare le farfalle attratte dall’alta concentrazione di fiori. Un sentiero collega il Giardino alpino con le cime di Pietra Corva e Pan Perduto.
Comune: Romagnese
Specie caratteristiche: Hamearis lucina, Satyrium spini, Polyommatus coridon, Minois dryas, Arethusana arethusa, Erebia aethiops

Parco del Castello di Verde – Si tratta di un’area protetta (PLIS), a circa 750 m di altitudine che coincide con l’altura su cui sorgono le rovine del Castello di Verde. La tipologia ambientale prevalente è il bosco misto di latifoglie in cui si aprono alcuni pratelli aridi parzialmente arbustati. In una di queste aree si trova il Giardino delle Farfalle creato grazie ad interventi di riqualificazione che hanno incrementato le tipologie ambientali con lo scopo di massimizzare il numero di farfalle osservabili in un’area ristretta. Il sito è vocato alla fruizione ed attrezzato con un sentiero e specifici pannelli didattici a tema; ospita una significativa popolazione di Maculinea dell’origano, specie rara qui favorita dalla presenza dell’origano spontaneo, essenziale per lo sviluppo dei bruchi.
Comune: Valverde
Specie caratteristiche: Carcharodus lavatherae, Thymelicus acteon, Thecla quercus, Maculinea arion ligurica, Polyommatus daphnis, P. escheri, P. icarius.

 

Testi a cura di IOLAS – Associazione pavese per lo Studio e la Conservazione delle Farfalle