Area di sperimentazione

Una visione innovativa sperimentata sul territorio di 19 Comuni dell’Oltrepo Pavese da un Partenariato di 20 attori del settore no profit.

L’Oltrepò Pavese è un territorio di straordinaria biodiversità e sequenza di ecosistemi che si succedono in modo dolce. Questa biodiversità interna risponde ad una domanda di mercato crescente, quella di diversità di ambienti esperibili e ad una economia che viene, dove la biodiversità è fattore di competitività: elemento reputazionale del territorio, valore intrinseco nelle produzioni agricole, fattore di vantaggio sui mercati dei servizi ecosistemici, capitale naturale per nuova impresa. Conservare e riprodurre biodiversità è allora strategico. Il tema connette internamente il territorio, che si rilegge dal bosco alla vite come biodiverso, e ricuce e valorizza molte esperienze che già esistono e che ancora non trovano una coerente narrazione: nuove e antiche produzioni locali, cultura ambientale, ricerca scientifica, turismo naturalistico, nuove forme di edilizia.
L’impegno sulla biodiversità come elemento di innesco di una nuova economia per il territorio ha una ragione d’essere se fa i conti con il malessere demografico. L’indice di vecchiaia pesa come un macigno sulle prospettive demografiche dell’area, e pertanto sui futuri percorsi di sviluppo. Soltanto un flusso esterno di popolazione può invertire le dinamiche, riattivare la generatività sociale ed economica del territorio. Nuovi abitanti, dunque. Nuove famiglie che accendono la luce di sera tutto l’anno.
Abitare vuole dire rimettere in moto la domanda, rigenerare il capitale umano. Ma per abitare ci vogliono servizi, che rispondano ai fabbisogni delle famiglie giovani, e siano qualificanti rispetto al territorio nel quale si approda. Bisogna tentare una ricalibratura del welfare locale, nella logica dell’investimento sociale, sperimentando servizi nuovi per popolazioni nuove. Servizi come terreno sul quale fare partire un moto di inclusione e di integrazione.
Perché si strutturi l’arrivo di nuovi abitanti su economie biodiverse non bastano i servizi; bisogna permettere l’accesso alla terra, ai beni materiali e immateriali del territorio. Bisogna far sì che il giacimento di natura dell’Oltrepò sia accessibile e riconoscibile. La questione delle relazioni territoriali è essenziale: sulle reti corte, con Voghera e i centri verso Piacenza, per caratterizzare l’Oltrepò come spazio di biodiversità e cura, rispetto alla città lineare sulla via Emilia, che dissipa risorse e riduce la resilienza; rispetto a Genova, Pavia e alla regione urbana milanese, con i quali scambiare conoscenza e innovazione; con riferimento alle Terre Alte, per riprendere una via interrotta di dialogo tra i centri di massiccio, perché occorre essere coscienti che l’Oltrepò è solo un pezzo di un territorio più ampio con cui condivide culture, quadri ambientali di lunga durata, più recenti dinamiche e (sperabilmente) comuni destini.

L’area di intervento

19 Comuni dell’Oltrepo Pavese, classificati Aree Interne dalla Strategia Nazionale Aree Interne:

Comune di Brallo di Pregola
Comune di Canevino
Comune di Cecima
Comune di Golferenzo
Comune di Lirio
Comune di Menconico
Comune di Montalto Pavese
Comune di Montecalvo Versiggia
Comune di Montù Beccaria
Comune di Pietra de’ Giorgi
Comune di Rocca de’ Giorgi
Comune di Romagnese
Comune di Ruino
Comune di San Damiano al Colle
Comune di Santa Maria della Versa
Comune di Santa Margherita di Staffora
Comune di Valverde
Comune di Volpara
Comune di Zavattarello

Il Partenariato

Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese – Capofila di Progetto
Associazione Adara
Auser Comprensoriale di Pavia
Comune di Golferenzo
Cooperativa Sociale Onlus La Sveglia
FinisTerrae Cooperativa Sociale Onlus
Fondazione Adolescere
Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Istituto Comprensivo “P. Ferrari” Varzi
Istituto Comprensivo Santa Maria della Versa
Paviasviluppo
Sistema Bibliotecario Integrato dell’Oltrepò Pavese
Teti Società Cooperativa Sociale
Unione dei Comuni Lombarda Colline d’Oltrepo
Unione di Comuni Lombarda Terre Dei Malaspina
Università Cattolica del Sacro Cuore
Università degli Studi di Genova – Distav
Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Pavia – Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente